Negli spazi dell’Arsenale della Biennale di Venezia, ha preso forma The Sun Sets in a Shell: la grande installazione tessile firmata dal duo artistico A.A. Murakami ed esposta all’interno del Padiglione Uzbekistan, The Aural Sea.
L’opera, un arazzo monumentale di 10 x 4 metri, è stata realizzata interamente utilizzando due filati Zegna Baruffa Lane Borgosesia: quasi 100 kg di filato trasformati attraverso uno speciale processo di lavorazione automatizzata che unisce sperimentazione tecnica, ricerca materica e linguaggio artistico.
Parte del progetto espositivo dedicato al Mar d’Aral e alla sua trasformazione ambientale, The Sun Sets in a Shell nasce dall’osservazione della Dreissena polymorpha (detta cozza zebra), le cui superfici registrano nel tempo variazioni di salinità, temperatura e composizione minerale dell’acqua. Segni naturali che diventano memoria, pattern, codice.
Da queste geometrie prende avvio un processo digitale tradotto in tessuto attraverso una speciale macchina di maglieria chiamata Mandarin. Il risultato è una superficie in cui strutture tessili, filati bouclé flottanti e texture tridimensionali evocano correnti marine, erosione, trasformazione organica.
Attraverso la ricerca di A.A. Murakami, il tessuto supera la dimensione tecnica per diventare esperienza visiva e sensoriale, punto di incontro tra arte, natura e tecnologia. Una visione in cui anche il filato assume un nuovo ruolo: non solo materia produttiva, ma elemento espressivo.
Per Zegna Baruffa Lane Borgosesia, prendere parte a un progetto come The Sun Sets in a Shell significa vedere la propria ricerca tessile entrare nel dialogo dell’arte contemporanea internazionale, mantenendo intatto il legame con la cultura manifatturiera e la sperimentazione.
The Aural Sea sarà visitabile presso il Padiglione Uzbekistan, Quarta Tesa – Arsenale, Venezia, fino al 22 novembre 2026.
Photo credits by Gerda Studio. Courtesy of the Uzbekistan Art & Culture Development Foundation.